Prima di iniziare le lezioni avevo una scarsissima, se non nessuna base di improvvisazione. Alessandro l’ho conosciuto tramite una diretta streaming e da lì ho detto “ca*** voglio suonare cosi!” sentendo la sua versione di Falling Up di Allen Hinds.
Quindi ho iniziato a studiare tutto ciò che concerne l’improvvisazione sul mio strumento che risulta essere talvolta particolare rispetto ad altri strumenti in cui si ha una consapevolezza maggiore su ciò che si suona.
Proprio per questo, Alessandro mi ha sempre fatto lavorare sulla consapevolezza attraverso materiale trasversale trascurato da molti chitarristi perché considerato “banale” : triadi, quadriadi, arpeggi, cicli diatonici e non diatonici, Drop2 , etc.
Un insegnante vero non è quello che ti insegna la scala da ripetere a memoria, ma colui che ti da gli strumenti per lavorare da solo, un insegnante non è uno sportello bancomat . Spesso capita di andare a lezione da qualcuno e di rimanere allo stesso livello, perché semplicemente non si è lavorato nel modo corretto.
A livello tecnico mi sento decisamente piu forte rispetto alla media (non per vantarmi), ma di tecnica ho fatto un botto negli anni delle superiori e adesso mi sento di poter affrontare i passaggi che voglio con tranquillità.
È importantissimo saper fare uscire dalle note poi suono, timbro, dinamica, pronuncia, altra cosa super sottovalutata su cui io ho lavorato parecchio, altro aspetto vantaggiosissimo.